Bruchi buongustai: prevenzione e cura.

Sono piccoli e hanno sempre fame, puoi sorprenderli in azione!

 

Bruchi buongustai: prevenzione e cura

Quando coltivi in outdoor sono tante le minacce che le tue piante subiscono, quanti predatori di linfa, fibre e un caldo rifugio per loro e le piccole nidiate!? Tra i più voraci troviamo il bruco, ossia le larve degli insetti appartenenti alla famiglia dei lepidotteri, farfalle e falene.

 

Le larve di una falena o di una farfalla!

Questione di ciclo della vita. Prima del bruco viene la farfalla per cui spesso notiamo prima svolazzare tenere creature e poi si schiuderanno le uova. Se partiamo dal presupposto che ogni farfalla ha il suo bruco, e sappiamo che sono circa 21000 le specie di farfalle, che si differenziano per dimensione, forma e colore, abbiamo decine di migliaia di tipi di bruchi. E’ altrettanto vero che nello stesso campo, di anno in anno, sono più o meno gli stessi. Uno dei bruchi più variopinti e comuni nelle nostre latitudini è il bruco della falena “testa di morto” è enorme, lungo anche 15 cm, di colore verde, giallo e blu con varianti viola e azzurro su giallo.

 

I vermi del fiore – BudWorms

Un altro bruco che vive spesso i nostri cultivi è il verme del fiore (Budworm). Quando si schiudono le sue uova escono minuscole larve che misurano millimetri, che crescono rapidamente fino a 5cm. Il bruco è color crema con la testa marrone, presenta striature più scure marrone intenso. Predilige i fiori, oltre alla cannabis gradisce anche geranei e petunie, che mangia dall’interno all’esterno, nascondendo spesso la sua presenza tra i calici resinosi.

 

Il bruco del cavolo cappuccio – GreenWorms

Il bruco del cavolo cappuccio assomiglia molto al verme del fiore, nella dimensione e nelle abitudini. Questo bruco è lungo pochi cm, è di colore verde chiaro e appartenente alla famiglia delle Noctuidae, molto comune nelle zone temperate. Si rifugia nei fiori di canapa ma spesso è una piaga per insalate e cavoli.

 

Entrambi questi bruchi, come i loro simili, lasciano dietro a sé scie di escrementi, piccoli pallini neri (alle volte neanche troppo piccoli, rispetto alla dimensione del bruco) che causano marciume nel fiore, il quale diventa marrone intenso mandando in necrosi la fibra vegetale.

 

Come individuare un attacco di bruchi?

Osservare attentamente come un investigatore delle piante:

  • Fiori: marciume, parti assenti, presenza di escrementi
  • Foglie: buchi, bordo irregolare, eventuali foglie semi-staccate
  • Stelo: danneggiamenti del fusto, fibra lisa

Quando una foglia custodisce una crisalide è un po’ arricciata, racchiusa su se stessa. Può essere indice della presenza di un’infestazione, per cui controllare tutte le foglie sul rovescio e rimuovere quelle con le crisalidi.

Se invece la fioritura è avanzata i piccoli bruchi si nutrono delle infiorescenze e si nascondono nelle parti più resinose vicine allo stelo. Il fiore inizia a marcire a contatto con gli escrementi del lepidottero, mostra parti marroni e nere e l’apicale rischia di staccarsi. Alle volte si nascondono nei fusti o sotto le foglie. Il grower deve rimuovere completamente la parte marcia e il parassita il prima possibile.

 

Come eliminare i bruchi?

Più che un fatto di strain, è un fatto di tempi. I bruchi sono buongustai, scelgono maggior polpa e maggior calore. Occhio alle fasi della vita!

Importante è fare prevenzione in prefioritura, quando le larve non si sono ancora schiuse e i piccoli bruchi affamati non sono ancora nati.

  • Bacillus thuringensis:

Il Bacillus thuringensis é un controllo di tipo microscopico con batteri di tipo Gram-positivi. Questo prodotto si trova in commercio come “killer del bruco”, si vaporizza fogliare come polvere diluita in acqua. I batteri agiscono sulla digestione dei bruchi che smettono di alimentarsi e muoiono. E’ autorizzato anche in coltura biologica, per questo nell’ultimo decennio ha preso particolarmente piede.

Al momento il Bacillus è la soluzione più efficace, semplice, economica ed ecosostenibile per tutelare il tuo raccolto dall’attacco dei bruchi.

In fioritura:

  • Pulizia manuale:

quotidiana e costante è preferibile fare un controllo la sera al tramonto o la mattina all’alba, quando la temperatura è mite e i parassiti si muovono per nutrirsi. Porta con te una forbicina a punta fine per rimuovere le parti danneggiate.

 

Importante! Durante il raccolto sono da rimuovere tutte le parti infestate e degradate della pianta per preservare le parti sane e non contaminare l’ambiente di essiccazione.

 

– Altre soluzioni meno conosciute:

  • Animali predatori del bruco :

Vespe parassite

Trichogramma è un genere di vespe che depone le uova all’interno dei bruchi. Dopo la schiusa, mangiano il parassita dall’interno e gli impediscono di trasformarsi in una farfalla.

Questa soluzione personalmente mi fa impressione ma sembra funzioni alla grande!

 

Coccinelle

L’elegante amica, oltre ad andare ghiotta di afidi, mangia uova di bruco. Per cui ad infestazione avanzata non è molto risolutiva, bensì è un’ottima prevenzione.

 

  • Prevenzione:

-oli destinati ai trammenti agricoli come olio di semi di neem o olio di semi di lino che evitano l’attecchimento delle uova degli insetti. 3 ml per lt di acqua + scaglie di sapone di marsiglia, in spray fogliare e sul fusto per aumentare la scivolosità della superficie.

-Trappole a feromoni.

-Barriere come reti anti-insetto.

 

  • Coltivare piante esca:

come il nasturzio o la malvarosa che attirano maggiormente le farfalle e attirano i bruchi lontano dalle piante bersaglio.

Al contrario le aromatiche li allontanano, in particolare rosmarino, aneto. In generale la biodiversità è spesso una tutela per le colture se gestita con intelligenza.

Non rimane che augurati: Buon Cultivo!

Bruchi buongustai: prevenzione e cura, Marta Lispi per Hortum Deus.

 

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