Cannabis light e CBD, chiariamo alcuni punti basilari!

CBD e THC, i due cannabinoidi più famosi della cannabis hanno funzioni diverse ma sono in rapporto costante.

Il CBD è il più richiesto sul mercato legale, il THC è considerato sostanza stupefacente o medicina a seconda della produzione. L’unica cosa certa è che le infiorescenze di cannabis che vanno di più sono quelle a più alto contenuto di CBD. Ricordiamo che lo scopo di vendita è collezionistico e questo pone alcuni limiti alle tutele del consumatore:
obbligo analisi accreditate sul prodotto, adeguatezza all’uso umano, informazione sugli usi.

Dall’arrivo della cannabis light in Italia siamo passati da mere certificate a varietà più elaborate, tramite una lunga evoluzione al fine dell’innovazione e della stabilizzazione genetica.

Come si calcola il THC/CBD totale?

Spesso mi chiedono la formulina magica, ecco un memo:

C è il cannabinoide che prendiamo in analisi, CA è la sua forma acida

CA*0,877+C = C totale

quindi THCA*0,877+THC = THC totale

Una quantità indefinita di prodotti sul mercato:

Nel 2016 vi erano poche aziende a tentare la s-fortuna con la produzione di fiore, mentre nel 2017 c’è stato il vero e proprio boom dove certificate di ogni sorta con e senza semi sfioravano il 2% di CBD, superando spesso il THC oltre lo 0,5%.
Poi, nel 2018 abbiamo apprezzato il breeding di alcuni pionieri che hanno superato le speranze di molti sulla possibilità di acquistare un prodotto decente.
Sono evolute le competenze e sono stati in grado di selezionare varietà a prevalenza CBD con un rapporto sempre più alto con il THC.

Cosa significa rapporto CBD:THC?

All’interno del fiore di cannabis troviamo lo spettro dei cannabinoidi, più di 200 inclusi CBD, THC, CBG, CBN, CBC, etc, quando la genetica è a prevalenza CBD il rapporto tra CBD e THC è costante all’interno della stessa.
Quindi per la varietà x sarà un valore y, per la varietà z ci sarà un valore q.

CBD tot/ THC tot = rapporto < 33

Questo valore nel lontano 2016 era intorno al 4 massimo 8 in media, ora in tutto il mondo, dalla California all’Italia si arriva al massimo al 30/33%. Se il THC e’ al 1% il CBD sara’ al 33%, ma in Italia non si puo’ legalmente superare lo 0,5% per cui al massimo possiamo avere 16/17% di CBD.

Cos’e’ lo spettro di cannabinoidi?

Il sistema nervoso centrale dei mammiferi e’ endocannabinoide per cui parla lo stesso linguaggio della cannabis che contiene esocannabinoidi detti fitocannabinoidi.

Il fiore di cannabis contiene anche flavonoidi che ne determinano il sapore, terpeni e terpenoidi che  ne definiscono l’odore, la fragranza.

Come sappiamo da studi scientifici, anche queste molecole determinano l’efficacia e l’interazione con l’organismo mammifero. I gourmet della canapa si dilettano nelle scelte terpeniche e classificano le varietà a seconda di questo elemento.

Perché il mercato propone infiorescenze con il 20-30% di CBD?

La domanda e’ quotidiana, e la risposta naturale: vendere!
Se l’ignoranza sulla materia continua ad essere dilagante, mentre la “moda” cresce vien da se che il commerciante deve vendere per campare, così hanno inventato pochi semplici escamotage:

  • la falsificazione delle analisi e’ un illecito grave ma alcuni laboratori non accreditati possono effettuare analisi non proprio coerenti non avendo registrata la matrice per la cannabis, il potere del denaro;
  • nell’informativa del prodotto, che ricordiamo essere da collezione, indicano un valore del CBD diverso da quello delle analisi, essendo vincolante solo il THC alla vendita, il potere antietico;
  • nell’informativa del prodotto, indicano un valore maggiore o minore di, il potere dell’algebra. (esempio: cbd < 20 o thc < 0,5)

di Marta Lispi, copywriter freelance cannabica

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