Articolo,co2 fotosintesi clorofilliana

La CO2 è un trucchetto per aumentare il raccolto?

Si, ma come e perché?

Lo abbiamo studiato tutti a scuola ma forse qualcuno era poco attento, quindi rivediamo insieme il metabolismo di una pianta: la fotosintesi clorofilliana! Valuteremo anche cosa succede se una pianta “soffoca” e come incrementare la sua attività con un aggiunta di CO2.

La fotosintesi clorofilliana

La fotosintesi è l’attività vitale della pianta, un processo biochimico che le permette di trasformare energia luminosa in energia chimica.

I vegetali sono autotrofi, ossia si autoproducono il nutrimento di cui hanno bisogno partendo da aria, acqua e luce del sole.

Le foglie hanno degli organelli, detti cloroplasti, contenenti clorofilla, che ne denota il colore verde e cattura la luce.

La fotosintesi si sviluppa in due fasi:

  • la fase luminosa, dove la linfa grezza, composta da sali minerali e acqua, parte dalle radici per arrivare alle foglie, dove la clorofilla assorbe luce solare. In questa fase la pianta assorbe CO2 (anidride carbonica) attraverso gli stomi, piccoli forellini circondati da cellule posti nella parte inferiore della foglia.

  • la fase oscura (o Ciclo di Calvin), avviene la notte, quando la clorofilla combinando la linfa grezza con l’anidride carbonica produce glucosio e rilascia ossigeno nell’aria. Quest’ultimo ripercorre la pianta dalle foglie alle radici dando nutrimento e scartando l’eccesso nel terreno. In questa fase la pianta rilascia O (ossigeno)

Scarsità di CO2: blocco della crescita

Una persona senza ossigeno, un pesce fuor d’acqua, una pianta privata di CO2 ottengono lo stesso risultato: asfissia. Nel caso della pianta non è proprio la stessa cosa di una persona che soffoca, tuttavia se manca un ingranaggio l’orologio non funziona. In assenza o con scarsa CO2 la pianta continua a crescere fin tanto che possiede una riserva di zuccheri immagazzinati, ma una volta esauriti blocca la sua crescita sino ad appassire.

Allo stesso modo, con un eccesso, la pianta soffre e rallenta o addirittura blocca il processo di fotosintesi clorofilliana. E’ quindi raccomandato utilizzare la giusta tecnica per incrementare questo elemento all’interno della grow box (ambiente chiuso).

CO2: un trucchetto per aumentare il raccolto

Se coltiviamo in un ambiente chiuso dobbiamo conoscere la CO2 necessaria per la fotosintesi della varietà coltivata, questo sarà il punto di saturazione dell’ambiente, nel caso della canapa è 1500ppm.

La Co2 è un trucchetto per aumentare il raccolto solo se si utilizza con criterio. Dobbiamo infatti tenere da conto che, come abbiamo visto, è solo un elemento in un processo biochimico, per cui non prescinde dagli altri. Se integriamo CO2 senza incrementare la potenza della luce per la pianta deve affrontare un “eccesso” che inficia sul suo sviluppo. Se, al contrario, intensifichiamo la i lumen fino a 75.000 – 107.000 per metro quadrato (l’equivalente di una luce HPS o LED da 600W in un grow box di circa 1 × 1m) la pianta richiede maggiore gas e accelera la sua crescita.

La luce non basta, infatti con un aumento di CO2 deve essere elevata anche la temperatura di 5-10°, senza superare i 30°. Gli enzimi, infatti, proliferano con il calore ma raggiunti i 30° iniziano a deperire e non svolgono più il loro dovere.

L’umidità è altrettanto importante, in fase vegetativa deve oscillare tra il 40% e il 70% mentre in fioritura non deve superare il 50%. Per stabilizzare i valori del termoigrometro dobbiamo sigillare l’ambiente e sorvegliare in modo accurato.

Vien da sé che è un’operazione molto delicata suggerita a grower esperti.

Hai mai utilizzato la Co2 come trucchetto per aumentare il tuo raccolto?

Quali trucchetti utilizzi?

Scrivi la tua esperienza nei commenti! o invia una domanda a “Consulenze e Servizi MJ”

Articolo di Marta Lispi per hortumdeus.it gennaio 2022
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