Belli, profumati, ma come si utilizzano i fiori secchi?

Mini-guida all’infusione

I fiori sono una risorsa inestimabile di fitocomplesso, terpeni e flavonoidi si uniscono in concerto nella massima realizzazione artistica della pianta: il fiore.

Abbiamo parlato di fitocomplesso nell’articolo “Cosa sono i terpeni ?

I fiori freschi sono maggiormente ricchi di principi attivi ma sono tanto volatili quanto i profumi, pochi giorni e sono secchi. L’essiccazione è un procedimento delicato che prevede un luogo adeguato, ove siano regolate temperatura, umidità e luce.

Una volta che il fiore è essiccato si può beneficiare del suo fitocomplesso tramite oleoliti, tinture, preparazioni alimentari e macerazioni, ma il modo più semplice e diretto è l’infusione.

Cosa dice la Treccani:

 infuṡióne s. f. [dal lat. infusioonis, der. di infusus, part. pass. di infundĕre «infondere»] Operazione consistente nel versare acqua a temperatura opportuna sopra una droga o altra sostanza vegetale, che viene poi lasciata a macerare per un periodo più o meno lungo, cui seguono, eventualmente, la decantazione e la filtrazione.

Infuso è sinonimo di tisana e si distingue dal decotto, che prevede l’aggiunta di erbe ad acqua fredda portata poi ad ebollizione, e dall’infusione del tè, che prevede l’aggiunta delle foglie all’acqua a temperatura di ebollizione senza la fiamma accesa, direttamente in tazza.

 

La ricetta di Miss Joint:

Infusione

Portare 250ml di acqua per tazza ad ebollizione, aggiungere fiori secchi 1 cucchiaino circa cad. (per estrarre alcune molecole è necessario aggiungere un grasso, ad esempio latte 1 cucchiaino cad.), lasciar bollire per 5 minuti, spegnere il fuoco e lasciar riposare per 5 minuti, filtrare in tazza, dolcificare a piacimento!

Benefici dei fiori:

Tutti i fitocomplessi hanno in comune diverse caratteristiche e si distinguono tra loro per altre, vediamo insieme alcuni fiori e piante in quali occasioni possono essere maggiormente indicati.

Melissa

La melissa ha un sapore gradevole e dolce, aiuta il rilassamento del corpo e della mente, utile in stati ansiogeni e di irregolarità del sonno, aiuta la digestione in stati di gastrite e colite, quindi somatizzazioni della sfera emotiva. Idrolato, infuso, tintura madre, sono utili in caso di emicrania e palpitazioni. Inoltre sembra possa influire sulle disfunzioni tiroidee e per uso topico possa essere utile per affezioni micotiche.

Camomilla

La camomilla un sapore che ricorda l’infanzia, infatti è particolarmente indicata per i bambini. La camomilla è l’infuso perfetto prima di andare a dormire, favorisce il rilassamento e quindi il sonno. Ha proprietà rilassanti ed è consigliata per riequilibrare il funzionamento dell’apparato digerente. Coliche, mal di testa, dolori mestruali, solo alcuni degli usi per tinture, estratti e tisane di camomilla.

Altea

L’altea appartenente alla famiglia delle malvacee è nota nella medicina tradizionale per le sue proprietà emollienti e lenitive, indicata in casi di tosse, raffreddore, mal di gola, ascessi e stomatiti. Spesso gli impacchi di altea sono applicati sulle gengive dei bambini durante la comparsa dei primi dentini. Il fiore può essere utilizzato in cucina nelle minestre o in infusione, la radice in decotto. È risultata utile in casi di problemi intestinali come irritazioni del colon, attacchi virali, ulcere, cistiti, calcoli renali.

Sambuco

Il sambuco le proprietà diaforetiche (sudorazione) dei fiori di sambuco lo rendono particolarmente indicato negli stati influenzali, per sfebbrare. Emolliente ed espettorante aiuta in casi di raffreddore e infiammazione delle vie respiratorie. Infuso, decotto, tintura madre o sciroppo sono utili anche in caso di cistite.

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