Quali sono i principali benefici dell’olio di cbd?

Articolo di Marta Lispi

Abbiamo visto cosa sono i cannabinoidi, il fitocomplesso, l’effetto entourage e in quali prodotti sono presenti, come oli, fiori ed edibili. (Olio CBD, cos’è? come funziona?)

Mezzo secolo di ricerca ha soltanto accennato al CBD e al CBG ma ha tenuto in maggior considerazione il THC. La storia della cannabis in medicina tradizionale è antica millenni mentre quella della medicina moderna risale alla metà del secolo scorso, iniziata dal cannabinoide psicoattivo, il tetraidrocannabinolo (THC).

Come spiegato in Il sistema endocannabinoide e l’esplorazione delle applicazioni terapeutiche:

  • La cannabis è stata a lungo utilizzata per alleviare crampi e dolori reumatici e nel 1964 il suo principale ingrediente psicoattivo — (-)-Δ9-tetraidrocannabinolo (THC) — è stato finalmente isolato e caratterizzato.
  • Lo sviluppo da parte di Pfizer di un cannabinoide non classico ha portato alla clonazione del primo recettore dei cannabinoidi, CB 1 , che è stata rapidamente seguita nel 1993 dalla clonazione del secondo recettore, CB 2 , e dall’isolamento di ligandi endogeni, gli endocannabinoidi, nel 1992-1995.”

Il CBD, invece, negli ultimi anni gode dei riflettori, in quanto privo di effetti psicotropi, sembra essere un toccasana in diverse situazioni di disagio cronico o temporaneo.

L’articolo scientifico “Applicazione attuale del cannabidiolo (CBD) nella gestione e nel trattamento dei disturbi neurologici“ sintetizza così:

“Cannabidiolo (CBD), che è un costituente farmacologicamente rilevante non intossicante della Cannabis, dimostra diversi effetti benefici. È stato scoperto che ha effetti antiossidanti, antinfiammatori e neuroprotettivi. Poiché l’uso medicinale del CBD sta guadagnando popolarità per il trattamento di vari disturbi, la recente esplosione di preparati a base di cannabis in gran parte non provati e non regolamentati su terapie mediche potrebbe avere il suo maggiore impatto nel campo della neurologia. Attualmente, poiché sono in corso molti studi clinici, il CBD dimostra un notevole potenziale per diventare una terapia supplementare in varie condizioni neurologiche. Ha mostrato risultati promettenti nel trattamento di disturbi neurologici come ansia, dolore cronico, nevralgia del trigemino, epilessia e tremori essenziali, nonché disturbi psichiatrici.”

Abbiamo riassunto qui i principali benefici del CBD per l’organismo umano, facendo riferimento a pubblicazioni scientifiche recenti.

Studi preclinici e clinici mostrano che il CBD possiede un’ampia gamma di proprietà terapeutiche. “Una revisione dei potenziali effetti collaterali negli esseri umani ha rilevato che il CBD è stato ben tollerato in un ampio intervallo di dosi, fino a 1500 mg/giorno (per via orale), senza che siano stati segnalati rallentamenti psicomotori, effetti negativi sull’umore o anomalie dei segni vitali.”

Questo significa che l’assuntore può essere parimenti un adulto, un bambino, un anziano o un animale purché abbia un sistema eCB (un mammifero), senza temere spiacevoli effetti collaterali o imprevisti.

Neuroprotettore

Nei casi di patologie neurodegenerative, in cui sia l’infiammazione che lo stress ossidativo (OS) svolgono un ruolo importante nella loro progressione della patologia, sono caratterizzate da un danno ossidativo esteso a diversi substrati biologici.

Sono stati osservati miglioramenti con il CBD su persone affette da Alzheimer, Parkinson, Sclerosi Multipla e demenze di diversa natura.

https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0223523420301306

https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fphar.2020.00124/full

Ansiolitico

Il CBD può ridurre stress e ansia in stati temporanei e cronici.

L’ansia è determinata dall’attivazione dei recettori TRPV1, la cui attività è prevalentemente ansiogena, mentre il CBD agisce come un agonista del TRPV1 ad alte concentrazioni, stimolando i recettori CB1-CB2.

Parimenti all’ansia, l’insonnia è uno stato condizionante per la persona che ne soffre. L’assenza di sonno è spesso causata da uno stato di stress che determina disfunzioni del eCBD.

Il Cbd è quindi un buon alleato nei casi di:

disturbo d’ansia generalizzato (GAD), disturbo di panico (PD), disturbo da stress post-traumatico (PTSD), disturbo d’ansia sociale (SAD), disturbo ossessivo-compulsivo (OCD), simili condizioni di stress e paura cronicizzati e insonnia.

https://link.springer.com/article/10.1007/s13311-015-0387-1?handl_url=https:/successtms.com/blog/new-treatments-for-depression&error=cookies_not_supported&code=d8367e25-f099-4944-9cf4-dfa15390875f

https://royalsocietypublishing.org/doi/full/10.1098/rstb.2011.0389

https://athmjournal.com/beyondcbd/wp-content/uploads/sites/3/2020/02/Teitelbaum%E2%80%94Hemp-Oil-CBD-and-Marijuana.pdf

Anticonvulsivo

Le convulsioni sono determinate dall’ espressione del recettore TRPV1 nei pazienti con epilessia del lobo temporale. Il CBD è un agonista del TRPV1 che desensibilizza rapidamente il TRPV1. È stato dimostrato il CBD riduce la frequenza delle crisi nei pazienti epilettici, anche nelle forme più refrattarie alle cure come nella sindrome di Lennox-Gastaut e di Dravet.

https://n.neurology.org/content/90/15_Supplement/S53.004.short

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0387760420301832

Antiemetico

Il controllo della nausea e del vomito indotti dalla chemioterapia è inadeguato, questo ha reso necessario un approfondimento sulle caratteristiche antiemetiche del CBD. Gli ottimi risultati  lo eleggono antiemetico privo di effetti collaterali per il paziente nei casi di nausea persistente.

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0923753420399968

Antidolorifico, antinfiammatorie

Secondo uno studio condotto nell’Università del New Mexico “il consumatore medio di cannabis sperimenta una momentanea riduzione dell’intensità del dolore di circa 3 punti su una scala del dolore da 0 a 10 in seguito al consumo di cannabis”. Le capacità antidolorifiche sono maggiormente attive in presenza di THC, laddove si può avere accesso alla prescrizione medica.

https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0965229919308040

Antiossidanti

Tutti i cannabinoidi esaminati mostrano attività antiossidante manifestata nella loro capacità di eliminare i radicali liberi, prevenire il processo di ossidazione e ridurre gli ioni metallici, in particolare CBD e CBG.

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0367326X21000903

Antineoplastiche

E’ stato dimostrato che il CBD favorisce l’effetto degli agenti chemioterapici, oltre ad attenuare alcune controindicazioni della chemioterapia stessa come: nausea, vomito, perdita dei capelli, abbassamento delle difese immunitarie, stress.

Efficace, in particolar modo, nei casi di cancro al seno e nelle formazioni neoplastiche canine.

In generale, “il CBD ha dimostrato robusti effetti antiproliferativi e pro-apoptotici su un’ampia varietà di tipi di cancro sia in linee cellulari tumorali in coltura che in modelli di tumore murino. (…) Inoltre, il CBD può anche inibire la migrazione, l’invasione e la neo-vascolarizzazione del tumore, suggerendo che il CBD non agisce solo sulle cellule tumorali, ma può anche influenzare il microambiente tumorale, ad esempio modulando le cellule mesenchimali infiltranti e le cellule immunitarie.”

https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0378517319309615

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1111/vco.12669

https://www.mdpi.com/2072-6694/12/11/3203/htm

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1111/vco.12669

Antiartritiche

Il CBD è un potente antinfiammatorio per l’artrite, non solo i ricercatori hanno osservato risultati evidenti in sole sei ore, ma dimostra anche che  “il CBD aumenta i livelli di calcio intracellulare, riduce la vitalità cellulare e la produzione di IL-6/IL-8/MMP-3 di fibroblasti sinoviali dell’artrite reumatoide (RASF)”.

https://www.nature.com/articles/s41419-020-02892-1?fbclid=IwAR1U5TOnBCtfUBq75Afr6KBDBKH31KBzadO4pWBCPzRzFWW37cUaa71dlF0

Problemi dermatologici

La salute della pelle dipende anche dal funzionamento del sistema endocannabinoide, per cui una regolazione dello stesso influisce sullo stato dermatologico.

Sia se il CBD sia assimilato per via cutanea che assunto, inalato, consumato, sembra che influisca positivamente sulle patologie della pelle.

Si sono ottenuti notevoli risultati su:

  • acne o seborrea
  • eczema o dermatite atopica
  • prurito cronico
  • modulazione della crescita dei capelli
  • pigmentazione di pelle e capelli
  • igiene dentale
  • psoriasi
  • neoplasie cutanee
  • guarigione delle ferite
  • dolore e sollievo muscolare, ulcere, ferite croniche (in abbinamento con THC)

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7736837/

Anticoagulante (prevenzione patologie cardiache)

I cannabinoidi sono di per sé anticoagulanti, per questo sono sia utilizzati in prevenzione alle patologie cardiache sia raccomandate particolari attenzioni nel caso in cui si assumono anticoagulanti. Seppure la stessa letteratura medica non riporta articoli pubblicati sulle interazioni farmacologiche tra il cannabidiolo e gli anticoagulanti orali diretti.

Applicazioni veterinarie

Il CBD apporta i medesimi benefici a uomo e animale domestico, cane o gatto, con la differenza che gli animali incrementano la produzione degli enzimi epatici durante l’assunzione.

Le applicazioni veterinarie del CBD sono in crescita poiché allevatori e proprietari di piccoli mammiferi sono maggiormente propensi per la cura ad ampio spettro e a basso rischio.

Ci sono prove che il dolore osteoartrosico cronico e le risposte ansiolitiche indotte dai rumori possono essere ridotti con l’integrazione con CBD.

Inoltre, si sono ottenuti risultati empirici con le dermatiti e gli stati di stress generalizzati. (vedi articolo “cannabis in veterinaria”)

https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0034528821002538

leggi anche “Gli Italiani e il CBD” – BeLeaf Magazine

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